venerdì 5 ottobre 2007

Sin-é

Ed ecco che stamattina mi sveglio strano, perché mentre apro gli occhi rimangono impresse alcune voci e immagini del sogno interrotto dalla sveglia.
C'era Valentina, l'amica di mia sorella (capito ricce'? sei la donna del mio sogno, al singolare!) che muove alcune critiche a questo blog: a muso duro m'accusa di aver trascurato di parlare di me. "Manchi tu in questo blog! Non si capisce chi sei, che ci fai lì a Dublino... Vedi di raccontare di più e fare meno filosofia."

Adesso che il tramonto è passato da un pezzo sono ancora un po' scosso da questa critica onirica. Torno quindi a parlare di me, o di noi, volendo giustamente includere chi mi ospita.

Ieri sera night out in Dublin: prima piacevolissima cena di compleanno per festeggiare Sonia, amica milanese di Dado, da me conosciuta solo pochi giorni fa. Prosecchino per il primo brindisi, chili di lasagna bella fumante profusi nei piatti, vino rosso, musica e chiacchiere piacevoli.
In queste occasioni fa strano fermarsi sempre a pensare, prima di aprire bocca, a quale idioma utilizzare: ieri a tavola erano presenti ben 5 italiani, una irlandese e un francese. Si è parlato inglese, ovviamente, per la maggior parte del tempo, ma spesso il discorso si spostava sull'italiano e poi magari riveniva tradotto in versione riassunta. Mi sono accorto che faccio un po' di fatica a parlare inglese con continuità: dopo qualche frase inizio ad impicciarmi, a perdere pezzi di vocabolario fino a raggiungere una semiafasia. Per questo mi scuso con i non italiani presenti ieri a cena.



Dopo cena Dado e io abbiamo salutato la simpatica compagnia (che ritroveremo al 90% domani sera, al party) e ci siamo spostati con il tram verso il lungoLiffey (il lungotevere dublinese... io lo chiamo sempre lungotevere). Lì abbiamo raggiunto dei colleghi IBM di Daniele, tutti (credo) provenienti dal reparto vendite, che festeggiavano la fine di un trimestre impegnativo. Il locale si chiama Sin-é, proprio come un locale di New York dove Jeff Buckley incise un breve e indimenticabile live. Dal momento che il nome del locale è gaelico (credo voglia dire qualcosa tipo "Cioé"), e che ignoravo fino a ieri dove effettivamente fosse stato registrato quel live, ho passato buona parte della serata a cercare indizi della presenza di Buckley nel locale nei primi anni '90, senza ovviamente trovarli. Insoddisfatto e un po' deluso dalla mancata occasione di calcare lo stesso pavimento che una volta aveva accolto il mitico Jeff, mi sono dedicato a danze rock moderate, in compagnia di Dado, cool come sempre, e dei suoi colleghi (e colleghe, grazie a Dio).

Tutti comunque ci riconoscono subito come fratelli, e la cosa non si era mai verificata con questa frequenza.

6 commenti:

Filippo ha detto...

però Mauri posso fare un appunto a te e a Dado?

ma se non frequentate gli irlandesi che gusto c'è a stare in Irlanda? cioè io voglio leggere di vostre imprese al pub...a rifiutare (o accettare dipende dallo stato di ubriacatura) le avance di qualche bella cicciona indigina....a ballare sui tavoli...a bere fino a non ricordarvi chi siete....

dai che Anita è una donna di mondo mica si preoccupa se legge certe cose :-)

Unknown ha detto...

rispondo a Filippo: che vuol dire"donna di mondo"? ...mondana? Esigo pubbliche scuse (in inglese, obviously!) altrimenti quando telefona non passo al telefonata a chi di dovere. Mi piace l'atmosfera della foto allo Sin-é e Dado sembra un attore americano (ma del circuito unedrground!) Complimenti, regà!
VVB Mum

Fra ha detto...

ma soprattutto....ma si può avere una madre che scrive "complimenti, regà!"?cioè, io nn ho parole... E poi voglio sapere: ma quando arrivo io, mi portate anche a me in giro per party? a ballare sui tavoli? EEEEEEEEEEEE! Però vi assicuro che a me non mi riconosceranno come sorella dei sue riconosciuti fratelli...
F

Unknown ha detto...

Vabbè, allora se dobbiamo commentare tutti noi della famiglia, commento pure io...
Filo, noi ai pub ci andiamo pure però se a Dublino in generale e a lavoro in particolare ci sono mooolti più stranieri che irlandesi mica è colpa mia!
Le indigene in discoteca l'ho pure incontrate e sono in effetti aggressive...
A Dublino si respira più un'aria internazionale che irlandese.

x Mum: grazie madre hip-hop

x Fra: ma quali party e party? Ma perché, tu parti? Non hai da fare a teatro una delle parti?

x Mauri: Scusa l'intromissione nel tuo blog ma dovevo intervenire. Grazie per questo bel post, un po' meno per la foto! :)

Filippo ha detto...

This post is for Anita:
I do apologize for the misunderstanding, I didn't mean to be rude.
I just meant that, because you used to travel a lot with students (especially in Britain), you know the way things go and you would not be too worried, as a tipical Italian mum would be, if you knew your lads are getting drunk in a friendly pub.
Best regards to the all Mazzoni family,
Sir Fil.

Valentina Stren ha detto...

Ma come???!!!
Dopo tutto quello che (non) c'è stato tra di noi...ancora sono ricordata come "Valentina, l'amica di mia sorella"???

E pensare che giusto ieri rimembravo (in solitaria) i nostri dì veneti di un anno fa e prenotavo la stessa stanza che ci ospitò in piazza Ferretto...i maschi mi deludono...sigh, sob e pure pora pera!

Ohi!!!
T'aspetto per Rothko,allora!!

Ciao dalla riccetta tua, (occasionalmente e solo in notturna) donna dei tuoi sogni.

V.